mercoledì 8 aprile 2009

La fine di un progetto?

Debbo dire che mi dispiace molto la chiusura dell'Officina, ovvero dell'Associazione promossa a Roma da alcuni amici del PD. Non solo per la qualità delle persone ma perché questa rinuncia testimonia il disincanto per non dire il fallimento del progetto di un nuovo laboratorio politico di una nuova forma di partito a vocazione maggioritaria nella società italiana, un superamento dei vecchi partiti di massa del Novecento
Temo si trovi in un vicolo cieco, prigioniero delle sue contraddizioni stretto dalle spinte verso la riorganizzazione delle forze politiche tradizionali... In Europa democristiani e socialdemocratici sono di regola in competizione fra loro e solo in circostanze particolari si possono alleare per assicurare governabilità (Germania) ma poi sono destinati a tornare a dividersi. Trovano alleati a seconda dei contesti nei partiti liberaldomocratici e in altre formazioni di opinione come i verdi. In partiti di opinione in ogni caso mai autosufficienti.
Alle elezioni Europee vedo grandi spazi politici alla destra del PD dove si potrebbe scatenare a termine una battaglia fra Casini e Fini per conquistare la leadership del nuovo grande partito conservatore italiano in linea con la tradizione europeista da De Gasperi all'ultima Democrazia Cristiana, ma anche a sinistra dove la tentazione di voto verso formazioni o coalizioni identitarie che esaltino la battaglia per la laicità e le libertà democratiche o la perpetuazione di simboli otto-novecenteschi o formazioni politiche condannate dalla storia.
Per contrastare la formazione di un partito populista di massa l'elettorato cattolico democratico non credo veda nel PD una forza davvero credibile così come l'elettorato laico della sinistra riformista rimane scettico sulla possibilità di sconfiggere il massimalismo e il radicalismo parolai che hanno caratterizzato tutta la storia della sinistra in Italia dalla Prima internazionale ad oggi. Teme anzi che il populismo nella sua versione pseudovaloriale dipietrista o beppegrillina si possa manifestare inequivocabilmente insieme ai nostalgici della falce e martello alle prosime europee.L'assenza di una precisa collocazione nel Parlamento Europeo, il fallimento del governo ombra, l'incertezza sulla guida futura del partito dopo le traumatiche dimissioni di un segretario fortemente leggitimato dalle primarie, rischiano di trasfoirmare il PD in un partito di notabilato di centrosinistra, in un partito di autoconservazione, quindi in un partito neoconservatore come quello socialista francese di oggi prigioniero degli elefanti.
Solo una nuova classe dirigente del partito che nasca dalla periferia e sia in grado di proporre a partire dal buon governo delle amministrazioni locali in questa difficle congiuntura di crisi economica e sociale, credo sarà in grado di contrastare con efficacia e senza demonizzazioni lo strapotere del berloscunismo senza favorirne la perpetuazione anche dopo l'uscita di scena di BerlusconiSolo un forte tessuto associativo con nuove generazioni in grado di riprendere la sfida lanciata dall'Officina, solo nuovi club in grado di mettere in rete le esperienze e le competenze delle professioni e dei saperi, potrà evitare al PD questa deriva neoconservatrice, riuiscirà davvero a superare il peso dei vecchi gruppi dirigenti DS e Margherita, evitare al PD di ripiombare nelle guerre che hanno logorato e bruciato negli ultimi 15 anni i nostri leader.
Speriamo che i nostri figli prendano il relais dell'Officina. Facciamo un ultimo sforzo per consegnare loro il testimone...Non accontentiamoci del successo peraltro importante della manifestazione di ieri della CGIL guardiamo avanti ma con chiarezza per sposare un progetto di riforme e di innovazione in grado di restituiore dignità e legittimità alla democrazia in questo Paese.

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